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Fausto Gozzi, Paola Pallottino, Lucio Scardino, Vittorio Sgarbi
Aroldo Bonzagni. Pittore e illustratore. Ironia, satira e dolore
264 p.; 101 ill. col. 202 b/n; It; br. 21x27
Cod. 03CHR254 - Euro 41,32
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Per la prima volta viene tracciato il profilo di un protagonista dell'arte italiana degli inizi del 1900: Aroldo Bonzagni (Cento 1887 - Milano 1918). Artista geniale, indisciplinato, spavaldo e disinvolto secondo i suoi insegnanti, ha intuito che aveva poco tempo per realizzare tutto ciò che voleva, ha lasciato una produzione vastissima, sorprendentemente varia e segnata dall'anticonformismo: tagliente nei manifesti "politici", mordace nelle caricature della società dell'epoca, delicato e dolce nei ritratti femminili, ironico nei tabelloni pubblicitari. Compagno di scuola di Carrà e Dudreville, all'Accademia di Brera, amico fraterno di Funi, Sant'Elia, Boccioni e Bucci, vinse numerosi premi e collaborò con le riviste più note dell'epoca, realizzando tavole di feroce satira politica. Lascia in Argentina un ricordo indelebile con decorazioni, mostre, illustrazioni per riviste importanti. Arturo Toscanini, che molto apprezzava la sua arte, lanciò una sottoscrizione affinché il monumento funebre per Bonzagni, falciato dall'epidemia di spagnola che devastò l'Italia a soli trentun'anni fosse affidato a Adolfo Wildt.
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